lunedì 14 dicembre 2009

In mostra a Bologna le vignette di Vauro, Altan, Staino e tanti altri: "Siamo tutti pedoni"

Riceviamo e pubblichiamo:

Matite pungenti sulle strade dei pedoni

Vignette d’autore per ricordarci che “Siamo tutti pedoni”: i lavori di Altan, Staino, Vauro, Giannelli, Giuliano insieme a Bologna, raccolti in una mostra che vuole fare sorridere ma anche riflettere sulla difficile arte del camminare in città. Tra i promotori il Comune di Bologna

Dante che attraversa “l’inferno” di una strada trafficata, Cappuccetto Rosso che va a far visita alla nonna e preferisce passare per il bosco piuttosto che per la carreggiata in cui sfrecciano le auto, perché “al massimo incontra il lupo”. Questi alcuni degli scenari, un po’ grotteschi, un po’ spassosi delle vignette che descrivono i guai dei pedoni e la loro vita piena di insidie. Eppure "siamo nati per camminare" e anche chi è alla guida di un’automobile è solo momentaneamente un non pedone. A ricordarcelo la mostra “Siamo tutti pedoni” che viene inaugurata sabato 19 dicembre all’Archiginnasio di Bologna: filo conduttore dell’esposizione l’ironia delle più importanti matite italiane che, oltre a strappare un sorriso amaro, invitano il visitatore alla riflessione e all’adozione di comportamenti più responsabili sulle strade.

In Italia, ogni anno, vengono uccisi più di 600 pedoni e oltre 20.000 vengono feriti. Tra i più colpiti gli anziani, oltre il 50% delle vittime infatti ha più di 65 anni. Questa strage che non è dovuta né al caso nè alla fatalità, può essere ridotta drasticamente: basterebbe semplicemente rispettare le regole. E’ significativo che quasi il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa la strada sulle strisce.

Camminare sulle strade italiane non è facile. Sulle strade di altri paesi europei invece il pedone è sacro. Accanto alle vignette, anche volti e parole dei personaggi che firmano messaggi di buon senso, per invitare a rispettare il pedone e a riscoprire questo antico ma spesso poco considerato mezzo di trasporto: i piedi.

Le vignette sono firmate da Altan, Staino, Vauro, Giannelli, Rebori, Giuliano, Gomboli, Maramotti, Cavaliere, Mausoli, Mencherini, Minoggio, Palumbo, Vitti, Zaniboni. Accanto a queste accattivanti illustrazioni la mostra propone testi di Piero Angela, Margherita Hack, Massimo Gramellini. E ancora i testi del poeta Roberto Roversi, del filosofo Duccio Demetrio, di Franco Taggi, considerato il maggiore esperto di sicurezza stradale in Italia, e tanti altri.

L’iniziativa vuole contribuire a creare un clima culturale che susciti simpatia e rispetto verso i pedoni, perché la città possa percepirli non come ostacoli sulle strade di chi guida ma come “motore” della mobilità pulita. Una mobilità che fa bene alla salute delle persone e della Terra. Chi cammina infatti non inquina e non spreca energia, si gode le vie ed i paesaggi, stimola perfino il suo stesso buon umore. Per trasformare le strade amare in strade “da amare”.

La mostra “Siamo tutti pedoni” è promossa da: Comune di Bologna, Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna, Centro Antartide, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil, Ancescao, Provincia e Azienda Usl di Bologna, Auser, Archiginnasio, Legambiente con il patrocinio dell’Università di Bologna.

La mostra rimarrà aperta all’Archiginnasio, in Piazza Galvani 1, sino al 24 gennaio. Inaugurazione sabato 19 dicembre, ore 11. L’esposizione è visitabile anche sul sito www.siamotuttipedoni.it




Per ulteriori informazioni:

Centro Antartide, tel 051-260921

La collana MAESTRI del FUMETTO si congeda dai lettori con un NUMERO SPECIALE: ROBESPIERRE di MAX BUNKER!

Riceviamo e pubblichiamo:

Questa settimana in edicola con Panorama e Il Sole 24 Ore per la collana Maestri del Fumetto curata da Magic Press vi presentiamo:

Robespierre (Maestri del Fumetto-Numero Speciale) di Max Bunker

Abbasso il tiranno!”

Morte di Robespierre, Il soldatino impiombato, Il processo, Giulio Cesare, Edipo Re, Poi improvvisamente, I pagliacci, Il regalino e Population checker sono alcune delle storie che Max Bunker ha realizzato in cinquant'anni di carriera. Celebriamo il maestro con una selezione di alcuni dei suoi racconti realizzati da geniali disegnatori come Beppe Madaudo, Giampaolo Chies, Marco Nizzoli e Magnus.

Robespierre l’anima della rivoluzione Di Luciano Secchi

Per alcuni storici Robespierre e l'uomo che ha cercato di mantenere la pace e di introdurre in Francia un regime democratico facendo divenire la legalità una concretezza non solo politica ma anche sociale; per altri è un pazzo, un utopista sanguinario, responsabile del Terrore e dei suoi massacri. Dopo il crollo dell'“Incorruttibile”, la reazione termidoriana si scatena con virulenza contro la sua memoria; di lì a poco appaiono un gran numero di libelli in cui gli vengono addebitati tutti i crimini e i misfatti della Rivoluzione, occasionati, secondo i più o meno ignoti autori, dalla sua ferocia e dalla sua sete di sangue. Ma la corruzione che fa seguito alla decapitazione di Robespierre, ha fatto già rivedere le opinioni a personaggi socialmente più sensibili, come Babeuf che lo considera il padre spirituale della sua Congiura degli Eguali. […]

[…] Il Direttorio, il Consolato e l'Impero cancelleranno tutto ciò che possa collegarsi a lui, tanto da renderlo quasi dimenticato alla gente. La sorella Charlotte, durante il Termidoro, viene imprigionata e quando torna in libertà, riesce a sopravvivere solo adottando il cognome della madre, Carraut, e trascorre il tempo che la separa dalla morte, abbozzando delle memorie alquanto imprecise sia nei tempi sia nei luoghi. Nel 1834 l'ultima dei Robespierre muore. Cosa è rimasto in Francia di Maximilien Robespierre, l’“Incorruttibile”? Ad Arras, sua città natale, gli è state dedicato, nel 1933, un busto commemorativo e la via in cui egli ha abitato ha assunto il suo nome, così come Robespierre è stato recentemente denominato il liceo cittadino, ma Parigi, la grande capitale ha sempre rifiutato di prendere in considerazione la memoria dell’“Incorruttibile”. Ogni generale dell'Impero, anche il più anonimo, ha una via che lo ricorda, Danton è rammentato in un imponente monumento a Saint-Germain-de-Près; nel bicentenario della sua nascita (1958) il Comune di Parigi ha preso in esame la proposta socialista di onorare la memoria di Robespierre o erigendogli un monumento oppure dedicandogli una via, ma la proposta è stata bocciata per un solo voto. [...]


Autore Max Bunker, VV.AA. / Pagine 192 / Formato 21x27, Cartonato, B&N / Euro 9,90

Luca Ippoliti
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CONCORSO STRISCE DI JAZZ 2010 - scad. 27/02/2010

Riceviamo e pubblichiamo:

L'Associazione Piacenza Jazz Club, il Circolo ArciComics Il Senso delle Nuvole - Arcadia
con il Patrocinio di Editoriale Libertà, presentano la terza edizione del concorso "Strisce di Jazz".

Il concorso è gratuito e aperto a chiunque voglia cimentarsi nella creazione di una tavola
illustrata o fumetto auto conclusivo a tecnica libera riguardante il tema della musica jazz.
Gli elaborati dovranno pervenire in originale entro e non oltre il 27 febbraio 2010.


Cliccando QUI trovate il bando completo.

Per ulteriori informazioni sulla partecipazione al concorso scrivete a mezzo e-mail
all'indirizzo:
StrisceDiJazz@gmail.com
Referente: Christian Genocchi

www.piacenzajazzfest.it
http://ilsensodellenuvole.blogspot.com/ (online il bando completo)


--
Circolo ArciComics Il Senso delle Nuvole - Arcadia
e-mail e MSN: IlSensoDelleNuvole@gmail.com
web: http://ilsensodellenuvole.blogspot.com/

venerdì 11 dicembre 2009

giovedì 10 dicembre 2009

Rusty Dogs: secondo episodio on line

Riceviamo e pubblichiamo:


E' on line il secondo episodio di Rusty Dogs, "Prima che Dio fosse amore".
Ai disegni Werther Dell'Edera.

http://rusty-dogs.blogspot.com/2009/12/prima-che-dio-fosse-amore.html

Rusty Dogs è una serie a fumetti composta da storie brevi crime-noir e pubblicate su un blog:
http://rusty-dogs.blogspot.com

Storie:
Emiliano Longobardi.

Disegni:
Fabiano Ambu, Antonello Becciu, Michele Benevento, Giacomo Bevilacqua, Elia Bonetti, Riccardo Burchielli, Matteo Bussola, Giancarlo Caracuzzo, Raul Cestaro, Massimo Dall’Oglio, Davide De Cubellis, Andrea Del Campo, Werther Dell’Edera, Carmine Di Giandomenico, Antonio Fuso, Andrea Gadaldi, Pier Gallo, Davide Gianfelice, Gianfranco Giardina, Simone Guglielmini, Giuseppe Marinello, Alex Massacci, Francesco Mortarino, Guido Nieddu, Davide Pascutti, Rossano Piccioni, Giorgio Pontrelli, Paolo Raffaelli, Maurizio Ribichini, Andrea Rossetto, Armando Rossi, Lorenzo Ruggiero, Antonio Sarchione, Marco Soldi, Cristiano Spadoni, Claudio Stassi, Joachim Tilloca e Riccardo Torti.

Logo, grafica e lettering:
Mauro Mura


Il gruppo Facebook dedicato a Rusty Dogs è raggiungibile al seguente url:
http://www.facebook.com/emiliano.longobardi1#/group.php?gid=340864895079&ref=mf

TRADATE ANNO UNO - Mostra e Workshop "Studio Gioco Duro

Riceviamo e pubblichiamo:

Dal 5 al 31 dicembre avrà luogo nella città di Tradate la prima mostra tematica dedicata allo Studio Gioco Duro di Reggio Emilia, fondato nel 2003 da Jim Lee e Giuseppe Camuncoli, e tuttora attivo grazie all'avvicendarsi negli anni di professionisti del fumetto, dell'illustrazione e della grafica quali Grazia Lobaccaro, Fabio D'Auria, Mauro Corradini, Alessandro Vitti, Stefano Landini e Onofrio Catacchio.
La mostra verrà inaugurata da un workshop di tre giorni (da venerdi 12 a domenica 14 dicembre), in cui i membri dello Studio Gioco Duro, con l'unica eccezione di Jim Lee, attualmente tornato ad abitare negli Stati Uniti, illustreranno ai partecipanti il loro percorso professionale e creativo. Il calendario degli appuntamenti, insieme ad ulteriori informazioni sull'evento, si può consultare sul sito http://www.tradateannouno.info/
I partecipanti potranno inoltre visitare la ricca mostra di tavole originali dedicata allo Studio Gioco Duro, arricchita da alcuni pregevoli pezzi inediti realizzati da Jim Lee durante il suo "periodo reggiano", e documentata in un catalogo appositamente realizzato dallo Studio Kingstorm, organizzatore dell'evento insieme alla Città di Tradate e alla Provincia di Varese.

In edicola Alan Ford #6

Riceviamo e pubblichiamo:

In edicola con Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni

ALAN FORD STORY n.6!

CONTIENE:

Alan Ford #11: Il Numero Uno

Finalmente è arrivato! Sua Eccellenza, il capo supremo del Gruppo TNT... il misterioso ed enigmatico Numero Uno!

Alan Ford #12: La triste storia di un giovane ricco

Stavolta Alan Ford si trova ad affrontare un nemico all'apparenza invincibile... l'Ufficio delle Imposte! Ma il nostro eroe è davvero un nullatenente patentato... oppure no?

APPUNTI DI VIAGGIO di Moreno Burattini

Tutti insieme appassionatamente

Una caratteristica alanfordiana è quella di rappresentare il primo, vero, riuscitissimo esempio di "fumetto di gruppo". Infatti, la vicenda non s’incentra quasi mai solo sulla figura del titolare della testata. Al contrario, Alan Ford è posto sullo stesso piano degli altri agenti della combriccola e spesso viene addirittura surclassato (per spazio sulla scena) da altri personaggi quali il Numero Uno, Bob Rock o il Conte Oliver. Scrive a questo proposito Carlo Della Corte: "Mandrake, Gordon, l'Uomo Mascherato, Brick Bradford, tanto per restare fra i classici, erano dei solitari, al massimo con la morosa al fianco e qualche amico come spalla, come Lothar, Zarkov, Guran o Sandy. Se in un episodio lasci perdere uno di questi portaborse, non accade nulla di catastrofico. Quel che conta è il protagonista, al quale vanno tutte le più affettuose attenzioni dell'autore. Bunker ha invece allestito un teatrino stracolmo di pupi, tutti sempre in azione, tutti sempre in prima fila, pur sapendo benissimo di avere soltanto due mani. Ma il miracolo gli è riuscito: le storie che racconta sono compatte. È un eccellente ideatore di trame, che potrebbero essere grovigli e affastellamenti, e invece sono sempre lineari e leggibili". […]

[…] Over the cover: Scrive Bunker sulla collana TNT Gold: “All’inizio degli anni Settanta, facendo il punto sulle vendite, la situazione di Alan Ford si presentava tragica. Si era notato un incremento, ma così lieve che la gestione passiva aumentava a dismisura. C’erano, è vero, Kriminal e Satanik che vendevano ancora bene e tappavano il buco, ma con quel ritmo di crescita (poche centinaia di copie in più ogni mese) ci sarebbero voluti anni prima di arrivare in parità. Così, dati alla mano, dissi a Magnus: ‘Forse le copertine non rendono bene lo spirito dell’interno. Prima di gettare la spugna, è meglio che le faccia tu. A questo punto dobbiamo tentarle tutte se vogliamo salvare la barca’. Solo chi graficamente dava corpo alle storie aveva quel ‘quid’ per poter trasmettere l’impatto necessario. Insieme al cambio della grafica di copertina inserimmo degli adesivi fustellati. Le vendite furono un pochino superiori alle precedenti, ma sempre con il contagocce. La realizzazione delle copertine da parte di Magnus fu accolta con favore da parte del pubblico ma, almeno per il momento, senza dare alla pubblicazione quello sprint che ci attendevamo. Due elementi però ci misero in una situazione speranzosa. Il primo fu l’aumento delle lettere dei lettori, indice relativo, perché non sempre una folta corrispondenza equivale a una buona vendita, ma che comunque ci dava adito di avere il ‘polso’ del lettore più affezionato e anche di notare, cosa importante, l’arrivo di lettori nuovi. Il secondo elemento, questo sì molto importante, fu l’inizio di una costante richiesta di arretrati”. [...]


Autori Max Bunker, Magnus / Pagine 256 / Formato 14x21 cm, Cartonato, B&N / Cura editoriale Magic Press / Grafica della copertina Marco Pennisi / Grafica interna MP Studio / Euro 7,90

Luca Ippoliti
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venerdì 4 dicembre 2009

In edicola per MAESTRI del FUMETTO: FOUCHE' - L'IDEOLOGIA DEL POTERE (dal TERRORE all'IMPERO)

Riceviamo e pubblichiamo:

Questa settimana in edicola con Panorama e Il Sole 24 Ore per la collana Maestri del Fumetto curata da Magic Press vi presentiamo:

Fouché (Maestri del Fumetto #40) di Max Bunker e Paolo Piffarerio

Il vecchio regime è morto e sepolto!”

Fouché: Un uomo nella rivoluzione di Max Bunker e Paolo Piffarerio racconta il primo grande evento della storia dell’emancipazione dell’uomo: la Rivoluzione Francese. L’oratoriano Fouché di Nantes è il vero filo conduttore di un’epoca che vedrà scorrere la rivoluzione, il direttorio, il consolato, l’impero e la restaurazione monarchica. Il creatore di Alan Ford, Max Bunker, scrive per Paolo Piffarerio una grande opera che si sviluppa tra cronachismo storico e insegnamenti filosofici.


Le ambiguità e le contraddizioni della Storia

di Daniele Barbieri

Pubblicare nei primi anni Settanta una storia a fumetti della Rivoluzione Francese intitolata a Fouché è sicuramente un atto provocatorio. Joseph Fouché (1759-1820) è infatti uno dei personaggi più controversi di quel periodo. Si distingue molto presto a causa delle sue simpatie per la Rivoluzione e per l’amicizia con Robespierre; poi viene eletto deputato nel 1792. Ma nel ’93, già nel clima del Terrore instaurato da Robespierre, viene inviato a Lione per sedare una rivolta: lo fa nel più sanguinario dei modi, prendendo la folla a cannonate e causando migliaia di morti. Pochi mesi dopo sarà tra coloro che parteciperanno attivamente alla caduta di Robespierre. Passa qualche anno all’estero, gli incarichi diplomatici lo tengono lontano dalla politica interna, poi ritorna a far parte del Direttorio nel 1799 come ministro di polizia e sostiene il colpo di stato di Napoleone del 18 Brumaio. È temuto dallo stesso Napoleone, che nel 1802 abolisce addirittura il suo ministero e cerca di allontanarlo dalla politica attiva con grandi regalie e la carica di senatore. Ma nel 1804 Napoleone si rende conto di avere ancora bisogno di lui, lo ripristina come ministro di polizia, carica che Fouché terrà sino al 1810, confermando la sua fama sinistra. Viene deposto perché sospettato di tramare contro Napoleone in combutta con gli inglesi e spedito nuovamente all’estero; dal 1813 viene addirittura privato del diritto di ricoprire cariche politiche. Ma nei Cento Giorni del 1815, Napoleone torna a nominarlo ministro di polizia e questo non impedisce a Fouché di appoggiare segretamente il ritorno dei Borboni. Dopo qualche mese in cui Fouché sembra in grado di mantenere ancora il suo potere, viene definitivamente allontanato dalla Francia. Nessuna corte europea sarà poi disposta ad accogliere un uomo con una fama come la sua e Fouché morirà in povertà a Trieste nel 1820. Se la osserviamo attraverso la figura di Fouché, dunque, la Rivoluzione Francese acquista sicuramente un inquietante colore di sangue e intrighi. Tutti sappiamo che una rivoluzione non è una passeggiata nel parco e che Napoleone non è stato soltanto un invincibile generale e un simbolo della Francia, eppure quando si parla di Rivoluzione Francese e di Napoleone, le cose su cui poniamo (giustamente) l’accento sono la fine dell’Ancien Régime, la proclamazione dei diritti umani e la grande ventata di rinnovamento della società, della cultura e della politica europea che ne sono conseguiti. […]

[…] Intanto c’è un’encomiabile documentazione storica. Fouché nasce per essere una storia accattivante e godibile, ma anche un fumetto didattico: l’idea è quella di una versione per adulti, non edulcorata, di quello che in quegli anni andava già facendo il Corriere dei Piccoli: usare il racconto a fumetti per far conoscere episodi o figure storiche. Certo, rivolgendosi a un pubblico infantile, il Corriere dei Piccoli doveva semplificare e smussare gli aspetti troppo crudi,mentre Bunker non ha bisogno di darsi questi limiti. Ecco quindi che fin dalla prima pagina ci viene presentata l’immagine di un’aristocrazia francese incapace e intrigante, ferocemente attaccata ai propri privilegi e amante di una vita dissoluta che non si cura del prezzo che viene fatto pagare al popolo del Regno. Lo stato di Luigi XVI ha accumulato un debito pubblico enorme, soprattutto per sostenere le ingenti spese della sfarzosa vita di corte e centellina le concessioni alla borghesia nella speranza di ulteriori prestiti alla Corona. I ministri vengono cambiati più per simpatia e interesse che per ragioni di reale efficienza politica. Il Re è sostanzialmente un incapace e la Regina, che ha di fatto più potere di lui, disprezza il popolo e lo vede semplicemente come un pericolo per i propri privilegi. [...]


Autore Max Bunker e Paolo Piffarerio / Pagine 192 / Formato 21x27, Cartonato, B&N / Euro 9,90

Luca Ippoliti
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giovedì 3 dicembre 2009

Anteprima "Amare stagioni" / DICEMBRE: Due cuori e una capanna; Q International Sport & Inverno / Q Press su Facebook

Riceviamo e pubblichiamo:

- Amare stagioni: la prefazione di François Schuiten e le tavole iniziali sono ora in anteprima alla pagina http://www.qpress.info/14a.htm
Per qualche giorno ancora il libro può essere ordinato attraverso i cataloghi di novembre per le fumetterie.
Dati i meccanismi della distribuzione nelle fumetterie, è quello il metodo più facile e sicuro per non dover poi aspettare per avere la propria copia.

- Q International Sport & Inverno e Due cuori e una capanna sono ordinabili nel mese di dicembre attraverso i cataloghi, per arrivare in fumetteria in vista delle Olimpiadi Invernali (con la prima rivista al mondo di fumetti senza parole) e di San Valentino (con il libro meno banale che si possa trovare sul tema).

- Q Press ha da oggi un proprio spazio anche su Facebook, dove i lettori potranno aggiornarsi su anteprime, eventi, recensioni, etc.
http://www.facebook.com/pages/Q-Press/215971711070


Collana PAMphlet n. 4

Amare stagioni

Éthienne Schréder


Uno dei fumetti, uno dei libri più toccanti che avrete mai letto.
"Mi chiamo Étienne e sono un alcolista...". Nel penitenziario in cui è impiegato, Étienne beve, perso "in una labile frontiera fra ordine e disordini". In contrasto con i superiori, è costretto alle dimissioni. Rapidamente, inizia a precipitare in una caduta senza fine. Si ritrova fra gli emarginati, sulla strada, inseguendo le sue sbornie in una deriva progressiva: Toulon, Marsiglia, Parigi...
Pochi fumetti hanno trattato il tema dell'alcoolismo: Amare stagioni lo fa con una commistione rara di pudore e sincerità, ironia e commozione.
Étienne Schréder arriva al fumetto professionistico dopo varie esperienze, compresi diversi anni come alcolista e clochard. Amare stagioni è il risultato di quindici anni di prove e di interrogativi sulle esigenze del fumetto autobiografico: è tale il coinvolgimento che sa creare, che rimarrà nel lettore non soltanto come un libro memorabile, ma come un'esperienza vissuta.
Come scrive nella prefazione François SCHUITEN, uno dei massimi autori europei, questa pietra miliare della graphic novel autobiografica, nuova prova dell'efficacia di questo linguaggio, è un viaggio "dal quale si esce indubitabilmente un po' diversi", "UN LIBRO RARO".

Alla pagina http://www.qpress.info/14a.htm potete trovare la prefazione di François Schuiten, le tavole iniziali e altre immagini.

Étienne Schréder (1950) debutta nel fumetto a 40 anni, e i motivi di questo debutto tardivo sono in parte spiegati proprio in Amare stagioni. Inizia a pubblicare sulla storica rivista (A suivre), e nel 1998 pubblica La couronne en papier doré, un primo trattamento, estremamente metaforico, del tema dell'alcool. Ha realizzato poi, principalmente per Casterman e Glènat, diversi libri a fumetti, fra i quali Le vol d'Icare e Mary par une nuit de novembre.

Collana PAMphlet n. 4
Étienne Schréder

Amare stagioni
224 pagine in carta patinata opaca
17x24 cm
Brossurato, rilegato a filo refe
22,90 euro
ISBN 978-88-95374-11-6



Collana PAMphlet n. 3

Due cuori e una capanna

di Dante Diamante
& Paolo Bacilieri, Giorgio Bellasio,Matteo Fenoglio, Marco Talia,
Alex Tirana, Rodrigo Arraya, Mauro Ferrero, Rocco Lombardi


Da un fatto di cronaca: in un appartamento del centro di Torino una coppia viveva senza mai uscire, da anni. Più che un reportage, le "ipotesi" sui motivi della loro scelta.
La paura o il disprezzo verso il mondo esterno, una malattia (affrontando il tema attualissimo dell'amore verso una persona ridotta allo stato vegetativo), una scelta lucidissima, o comunque un amore, una questione privata che non deve riguardare che due persone?
A chi dà fastidio chi si ama? Perché l'amore non può bastare? L'amore estremo si basta, è solitudine felice o asocialità malata? I perché di un amore totale, condannato dallo società.
Un appartamento come un'isola...
Un avvincente pamphlet a fumetti sull'amore, sulla discrezione, e contro non solo ogni violazione, ma già anche ogni sfioramento della privacy.

Alla pagina http://www.qpress.info/12.htm potete vedere alcuni esempi delle tavole.

A scrivere Due cuori e una capanna, dimostrando fin dal titolo di non avere remore nell'impiegare o stravolgere luoghi comuni e luoghi inconsueti, è Dante Diamante, geniale autore di Ferrovia Secondaria, e abile sceneggiatore capace di sfruttare al meglio ogni possibilità di questo linguaggio, sempre rimanendo pienamente godibile anche da chi non legge mai fumetti.
Un solido progetto che vede coinvolti nella parte grafica diversi autori, ognuno perfetto nel visualizzare una delle "ipotesi": dallo stimatissimo e amatissimo Paolo Bacilieri, più volte premiato come migliore autore italiano, all'ammaliante versatilità di Giorgio Bellasio, realizzatore grafico di Atrox, e di Marco Talia, dalla limpidezza di Matteo Fenoglio al talentuoso segno grottesco di Alex Tirana e agli intensi contributi in realismo soft di Rodrigo Arraya, in linea chiara di Mauro Ferrero e in scratchboard di Rocco Lombardi.

Collana PAMphlet n. 3
Dante Diamante & Paolo Bacilieri, Giorgio Bellasio, Matteo Fenoglio, Marco Talia, Alex Tirana, Rodrigo Arraya, Mauro Ferrero, Rocco Lombardi

Due cuori e una capanna
32 pagine in carta patinata opaca 150 g/m2
Copertina 300 g/m2, plastificata opaca
17x24 cm
Brossurato, rilegato a filo refe
6,90 euro
ISBN 978-88-95374-08-6

Traduction en français dans la page


Q International
Sport & Inverno


Q International, la prima rivista di fumetti senza parole del mondo, acquista forma di libro e, pensando ai Giochi Olimpici Invernali con vero spirito degno di Olimpia, dedica la seconda uscita a Sport & Inverno, ovvero sport invernali... ma non soltanto, e non acriticamente. Racconti umoristici, lirici, realistici...
Autori da tutto il mondo hanno collaborato: dal Brasile (Arraya), dal Canada (Braün), dal Belgio (Goes), dalla Francia (Philipponneau), dal Portogallo (Pinto), dall'Italia (Pô), dalla Slovenia (Rus), dalla Repubblica Ceca (Vhrsti), e in alcuni casi la stessa realizzazione è stata perfettamente sovranazionale, con storie realizzate a contatto di gomito (telematico) da uno sceneggiatore residente in un continente e un disegnatore residente in un altro continente.
Inoltre, un excursus su sport e inverno nelle storie senza parole dal 1886 ad oggi. Il tutto seguendo la regola d'oro della Q Press: non annoiare mai!
Alla pagina http://www.qpress.info/6.htm potete vedere alcuni esempi delle tavole.

Q International n. 2

Sport & Inverno
32 pagine
Brossurato, rilegato a filo refe
Formato 17x24 cm
Euro 4,90
ISBN 88-901023-4-9

In edicola ALAN FORD STORY #5

Riceviamo e pubblichiamo:

In edicola con Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni

ALAN FORD STORY n.5!

CONTIENE:

Alan Ford #09: Zoo Symphony

Lo zoo di New York è diventato il centro di scambio di documenti supersegreti!

Ma Alan Ford e i suoi amici sono pronti a intervenire... alla loro maniera.


Alan Ford #10: Formule

Uno potenza nemica sta acquistando formule segrete di proprietà del governo americano. Bisogna fermare chi le vende e

chi le compra. Può riuscirci... solo il Gruppo TNT!

APPUNTI DI VIAGGIO: di Moreno Burattini

Vodka in pizzeria. Bunker fornisce, sempre sulla ristampa TNT Gold, un’interessante e divertente testimonianza riguardo alla seconda storia di questo volume, “Formule”: “L’Europa socialista aveva dato qualche scossone e c’era del fermento come in Cecoslovacchia. Incominciavano a esserci discussioni e visuali divergenti nell’ambito della sinistra e questo ‘Formule’, in cui c’era una semplice presa in giro dell’ortodossia sovietica, fece un certo scalpore scatenando reazioni variegate sullo ‘schieramento’ del fumetto Alan Ford, cosa che accade ancor oggi ogniqualvolta affronto argomenti simili. Insieme a questo veniva anche fotografata la moda dell’epoca, quella del capitalista-progredito che, sollecitato dalla contestazione generale, voleva assumere un altro atteggiamento esteriore nei confronti dei suoi dipendenti, sposando una modernità di atteggiamenti, tali da schierarsi contro i ‘moderati’, definizione che allora era quasi una parolaccia. Albo alla mano, nella solita pizzeria, venne il gestore per farsi firmare la copia. Era un po’ imbarazzato e dietro la nostra insistenza ci disse alfine il perché: ‘Io sono di sinistra, ma mi sono fatto delle grasse risate. Mi chiedo se ho fatto male’. Lo rassicurammo. Quella sera non solo non ci fece pagare il conto, ma ci offrì anche diversi bicchierini di vodka, tanto per stare in tema”. [...]

MAGNUS: L’artista del bianco e nero

Dopo avere illustrato libri per ragazzi, il bolognese Roberto Raviola, che in arte si firmerà Magnus, rispose a una inserzione apparsa sul mensile Maschera Nera dove si cercavano disegnatori per una nuova serie poliziesca: quella serie era Kriminal. Andò a Milano approfittandone per visitare altre case editrici di fumetti dove non destò particolare interesse, ma quando, alla fine del suo giro, mise piede alla Corno e incontrò Luciano Secchi, neo direttore della casa editrice, il suo destino cambiò. C’era una sceneggiatura pronta firmata Max Bunker di un nuovo personaggio, Kriminal appunto. L’unico dubbio che aveva l’autore era sul costume. Nero con le ossa bianche, come logica suggeriva, o chiaro con le ossa nere, che permetteva una maggior agilità nel disegno? Magnus fece il suo provino disegnando due tavole con i due costumi, Max Bunker scelse il chiaro e scelse anche lui su una rosa di dodici aspiranti. Iniziò così quella grande avventura che fu la collaborazione tra i due e che durerà dieci anni. In quel periodo, dopo Kriminal (1964), ecco Satanik (1964), Dennis Cobb agente 0018 (1966), il fantasexy Gesebel (1966) e Maxmagnus (1968), con brevi storie pubblicate sulla rivista Eureka nelle quali il re despota era affiancato da un infido amministratore fiduciario che era la caricatura di Magnus. Infine il grande Alan Ford, di cui disegnò i primi 75 numeri. Magnus tornerà per una breve rimpatriata nel 1986 disegnando il numero 200 di Alan Ford con uno stile totalmente diverso dai precedenti. Lasciata la Corno, Magnus realizzò subito dopo I briganti (1973), Lo sconosciuto (1975) e, tra i più significativi, Milady (1980) e Necron (1981). Il culmine della sua avventura grafica fu la realizzazione del librone di Tex Willer, uno dei suoi personaggi preferiti. Ci ha lasciato nel 1996.

Autori Max Bunker, Magnus / Pagine 256 / Formato 14x21 cm, Cartonato, B&N / Cura editoriale Magic Press / Grafica della copertina Marco Pennisi / Grafica interna MP Studio / Euro 7,90

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